Le nomination agli Oscar 2019: protagoniste e storie da conoscere

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Puntuale come ogni anno arriva l’Award Season, quel momento in cui, fra Golden Globe, Sag Award e Oscar, si fa il punto della stagione cinematografica appena conclusa. Gli Oscar, in particolare, mantengono ancora il loro fascino dopo ben 90 edizioni - quella del 24 febbraio sarà l’edizione numero 91. Sempre tante le polemiche che li accompagnano, dalla lunghezza della cerimonia a quella più recente sulla mancanza di presentatore - dopo la rinuncia del comico Kevin Hart ad un mese dalla sua messa in onda -, ma cosa hanno ancora da trasmettere i premi cinematografici più longevi? E, soprattutto, quali sono le protagoniste dell’edizione 2019 e quali storie saranno raccontate?

Le attrici, tra sorprese e vincitrici quasi annunciate


Come previsto da quasi tutto il pubblico e dalla stampa di settore, conquista una nomination come Best Actress Lady Gaga per la sua interpretazione in “A Star is Born”. Una scommessa vinta questo film, un progetto in cui pochi credevano, ma che Bradley Cooper ha voluto fortemente scommettendo sulla cantautrice italo-americana, al suo debutto assoluto sul grande schermo. Molti sono convinti della sua vittoria, ma la verità è che non è così scontata, nonostante la ottima performance nei panni di Ally, cameriera, destinata al successo grazie anche all’intervento di Jackson Maine, il tormentato cantautore interpretato da Cooper. Un film delicato, sofferto e molto attento alla protagonista femminile. A contendere l’Oscar la vincitrice, a sorpresa, del Golden Globe, Glenn Close e la sua classe infinita in “The Wife". La storia è quella di una donna che vive nell’ombra del marito per anni, ma poi qualcosa cambia e la sua verità viene finalmente a galla. Una interpretazione toccante e altamente significativa quella della Close, una lezione preziosa per tutte le donne alla ricerca di una propria identità, necessaria, al di là della famiglia e del ruolo di moglie. Anche Olivia Colman merita la sua nomination dopo la performance in “La favorita” di Lanthimos; una Regina Anna smarrita, malinconica, eppure divertente, affiancata da due cortigiane approfittatrici assetate di potere, interpretate da Emma Stone e Rachel Weisz. Attesa la nomination come Best Supporting Actress per entrambe, ma forse niente possono con la premiatissima Regina King di “If Beale Street could talk” di Barry Jenkins, adattamento del romanzo omonimo di James Arthur Baldwin. Un film che parla di amore e resistenza contro le avversità della vita.
 A chiudere la rosa delle attrici nominate l’eterna Amy Adams che conquista la sesta nomination per la sua interpretazione di Lynne Vincent Cheney, moglie di Dick, in “Vice” e due grandi sorprese: Yalitza Aparicio e Marina de Tavira, protagoniste dell’acclamato “Roma” di Alfonso Cuarón. Un grande riconoscimento per la produzione Netflix, un omaggio commovente del regista alla sua terra natia, il Messico, e alle donne che portano sulle proprie spalle il peso delle famiglie senza mai ricevere alcun merito.

Le altre categorie


Ancora nessuna regista nominata nella categoria Best Director. Avevamo pensato che le cose potessero cambiare dopo la nomination di Greta Gerwig agli Oscar 2018 per “Lady Bird”, ma questa e molte altre categorie, risultano ancora dominate dalla parte maschile dell’industria cinematografica. Spicca, tuttavia, la seconda nomination per Lady Gaga quella per Best Song per la sua “Shallow", un riconoscimento come interprete, ma anche per il suo lavoro autoriale, settore da cui spesso le donne sono estromesse, come la stessa cantante ha ricordato nel suo discorso dopo la vittoria del Golden Globe.

In generale queste nomination portano una discreta ventata di diversità e sperimentazione nel cinema americano; non solo “Roma” di Cuarón, prodotto da una piattaforma di streaming, e le sue protagoniste (Yalitza Aparicio è la prima attrice di origine indigena a ricevere una nomination), ma anche la nomination di “Black Panther” come Best Movie, anche se difficilmente vincerà, e il tributo al genio musicale di Freddy Mercury nell’interpretazione di Rami Malek, alla sua prima nomination della Academy e già annunciato vincitore. Forse possiamo davvero aspettarci un cambiamento anche per il cinema?

di Alessia Ragno 

ph credits: Glenn Close in The Wife, per gentile concessione di VIDEA S.p.A.