Donne e musica: le 5 musiciste da tenere d’occhio

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Trovare un suono nuovo e interessante non è più molto facile. Lo dice anche Simon Reynolds, uno dei critici musical più acuti, che nel suo Retromania esemplifica una sorta di via di mezzo tra “abbiamo già detto e fatto tutto, per cui non resta che rifare” e “siamo così nostalgici del nostro passato che ci piace soltanto quello che abbiamo già sentito, soprattutto se eravamo giovani”. A prescindere da come la si pensi, il clima nella musica di oggi è parecchio effervescente, e non solo perché hip hop ed elettronica stanno contaminando tutti i generi, ma anche perché le donne e le ragazze si stanno facendo strada dimostrando una particolare originalità, oltre al fatto che, beh, insomma… chi lo dice che il rock non è femmina? 

HAIM Tre sorelle californiane nate con batteria, basso e chitarra in mano. Il loro pop-rock è una sintesi delle numerose sonorità che si respirano nella West Coast: il rock, il folk, il surf e la leggerezza luminosa della loro resa contemporanea. La scorsa estate è uscito il loro secondo album: Something to tell you. E se volete scoprire Este, Danielle e Alana, arrivano per la prima volta in Italia. A Milano, il prossimo 3 giugno. 

Verano Di base a Milano, Anna Viganò è una musicista dai capelli rossissimi che non ha paura di imbracciare la chitarra, soprattutto se lo fa con una gonna dorata e degli occhiali da sole giganti. Lo scorso 14 febbraio è uscito il primo singolo - Dentro la notte - che anticipa il suo primo disco (dopo un Ep omonimo), stavolta per la romana 42Records. Le sonorità sono lievemente elettroniche ma poggiano nella forma canzone tipicamente italiana più nuova, da Colapesce - che ha prodotto il disco - ai fenomeni Calcutta e TheGiornalisti. 

HÅN Ha un nome complicato (è una parola nordica che nelle varie lingue ha diversi significati) ma in realtà si chiama Giulia, è italiana, e fa una musica molto semplice. Almeno, così arriva a chi la ascolta per la prima volta: atmosfere oniriche e suoni elettronici leggeri ed essenziali, che la incasellano subito in uno scenario musicale più internazionale che nostrano. Il suo primo disco, The Children, uscito per Factory Flaws, è la summa di questi scenari freddi ma allo stesso tempo ricchi di calore umano, dove rintanarsi. 

Aurora Se i suoni di HÅN vi hanno fatto catapultare in Scandinavia, beh, ecco, rimaneteci ancora un po’. A scaldarvi il cuore ci pensa Aurora. Classe ’96, norvegese, pallida e biondissima come vuole la palette tipica quelle terre, mixa una voce calda e suadente, mai eccessiva e sempre di velluto con basi elettroniche e vuoti che diventano musica. Il suo primo e acclamato album, datato 2016, è All my demons greeting me as a friend. Il titolo già fa trapelare che sembra di entrare nella casa di The Others, ma qui nessuno ha paura, è un luogo sicuro. 

Coma_Cose A dire la verità è un duo composto da Fausto Lama (Fausto Zanardelli, classe 1981, già Edipo) e la testa rasata e ossigenata di Francesca alias California Dj - notissima nella scena dub e techno - ma per capire come vanno un po’ le cose nell’underground urbano milanese sono abbastanza fondamentali. I pezzi usciti sono pochi, 9, quasi tutti su Youtube e poi raccolti in un Ep - Inverno ticinese - ma ognuno di essi è un concentrato di vita, di incontri, di situazioni normali e poco glam ma che invece diventano uber cool (Demna Gvasalia per Balenciaga insegna). Un hip hop mescolato all’elettronica dai mille rimandi cantautorali, dai mille giochi di parole, perfetto mentre aspettate la metro.