Ritenzione idrica
La ritenzione idrica si manifesta con un accumulo di acqua e tossine nei tessuti con formazione di rigonfiamenti localizzati, cioè edemi, accompagnati da una sensazione di fastidio e di pesantezza a livello delle zone interessate. Questi accumuli d'acqua inducono uno stress ossidativo e sono favoriti da variazioni ormonali e dalla presenza di cellulite.
I meccanismi di scambio di liquidi tra il sistema circolatorio e le cellule sono complessi e garantiti da 2 tipi di circolazione:
- la circolazione sanguigna,
- la circolazione linfatica.
La circolazione sanguigna
Gli scambi tra il sangue e le cellule si svolgono nel liquido interstiziale nel quale sono immerse le cellule. Il volume del liquido interstiziale è mantenuto costante da vari meccanismi, il principale è la permeabilità delle pareti capillari. In caso di permeabilità aumentata, il volume del liquido interstiziale aumenta e la capacità dei capillari di riassorbire il liquido interstiziale è diminuita, condizione che causa ritenzione idrica.
La circolazione linfatica
Il ruolo della circolazione linfatica è di drenare i liquidi in eccesso che il sistema venoso non riesce a riassorbire. Contrariamente alla circolazione sanguigna, il sistema linfatico non possiede pompe e la circolazione della linfa dipende dalla forza muscolare e dalla respirazione.
Le variazioni ormonali
Nel corso della vita, a causa di importanti variazioni ormonali (ciclo mestruale, gravidanza), la permeabilità dei vasi aumenta riducendo il ritorno venoso e determinando, quindi, stasi di liquidi a livello periferico, soprattutto a carico degli arti inferiori.
Cellulite
La cellulite determina uno schiacciamento dei vasi sanguigni e linfatici da parte delle cellule grasse ipertrofiche, che genera fenomeni di compressione dei vasi circostanti, con conseguente fuga di liquido responsabile di infiltrazioni tissutali, di edemi e di un accumulo di tossine.
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